16) Kristeller. Gli umanisti non furono filosofi.
La tesi di Kristeller  che gli umanisti non furono n buoni n
cattivi filosofi. Furono semplicemente dei retori, come quelli del
Medioevo, con la differenza che ritennero di poter migliorare la
loro arte retorica con un pi intenso studio e con una maggiore
imitazione dei classici.
P. O. Kristeller, Umanesimo e Scolastica nel Rinascimento
italiano, in Humanitas, 1950, pagine 1-10.

L'aspetto pi caratteristico e pi diffuso nel Rinascimento
italiano nel campo degli studi fu il movimento umanistico... Tra
gli storici moderni si incontrano due interpretazioni
dell'Umanesimo italiano. La prima interpretazione considera il
movimento umanistico semplicemente come l'ascesa degli studi
classici durante il Rinascimento... [Ma gli umanisti] non furono
filologi classici che per ragioni personali, ebbero la mania di
fare discorsi, ma furono retori di professione, eredi e successori
dei retori medievali, tutti presi dalla convinzione, allora nuova
e moderna, che il mezzo migliore per raggiungere l'ideale
dell'eloquenza era l'imitazione dei modelli classici, e quindi
indotti a studiare tali modelli e a fondare la filosofia
classica...
L'altra interpretazione dell'Umanesimo italiano che prevale
specialmente tra gli storici della filosofia, e che  stata
accettata anche da molti altri studiosi,  pi ambiziosa, ma forse
meno solida. Essa considera l'Umanesimo come la filosofia nuova
del Rinascimento che sorse in contrasto con la vecchia filosofia
medievale, la scolastica... Credo che sia stata una tendenza a
esagerare l'opposizione degli umanisti alla Scolastica, e di
attribuire loro un'importanza filosofica e scientifica che essi in
realt non possedettero. La reazione contro tale tendenza  stata
inevitabile. Quegli studiosi che lessero i trattati degli umanisti
e si accorsero della relativa mancanza di pensiero scientifico e
filosofico arrivarono alla conclusione che gli umanisti furono
cattivi scienziati e filosofi che non adempirono alle loro pretese
o a quelle dei loro difensori moderni. Io credo che gli umanisti
italiani non siano stati affatto dei filosofi, n buoni n
cattivi. Infatti il movimento umanistico non sorse nel campo degli
studi filosofici  o scientifici, ma in quello degli studi
grammaticali e retorici... La critica umanistica alla scienza
medievale  spesso radicale e violenta, ma non ne tocca i problemi
e gli argomenti specifici... Per se gli umanisti furono dei
dilettanti in giurisprudenza, teologia, medicina e perfino in
filosofia, essi furono degli specialisti in una quantit di altre
materie. Il loro campo fu la grammatica, fu la retorica, la
poesia, la storia, e lo studio degli autori greci e latini. Essi
penetrarono anche nel campo della filosofia morale, e fecero
qualche tentativo di invadere quello della logica, tentativo che
fu anzitutto diretto a ridurre la logica alla retorica. Per gli
umanisti non dettero contributi agli altri rami della filosofia o
della scienza.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagine 234-235.
